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“Fin dal suo esordio alla Biennale di Venezia del 1981, ho notato Giampaolo Testoni per la sua autenticità e per l’eleganza aristocratica del suo comporre.    

Il musicista milanese era impegnato in una scrittura formicolante che evidentemente pagava un tributo all’avanguardia; ma su quel tessuto, cangiante e vibratile, sembrava intento a ritagliarsi un abito classico.    

Un ‘avanguardia che guardava indietro.

Attraverso la sua prima produzione (inizio anni ’80) - situata intorno all’importante Sinfonia n.1 - Testoni ha mirato al massimo della complessità della scrittura, entro i limiti della leggibilità.

Prese parte inizialmente alla corrente dei Neoromantici, perseguendo nei suoi lavori un carattere unitario.

Nulla nella sua musica è nel segno dello sfumato, e tutto in essa converge verso un ideale di canto in cui i linguaggi novecenteschi vengono rimeditati in un sincretismo artistico: non è questione di nostalgia, ma la certezza che il grande fiume della musica tonale e post-tonale è lingua viva, che non ha ancora esaurito le proprie possibilità espressive.

Testoni abbraccia questo passato nello stesso momento in cui sembra idealizzarlo, ma il risultato si discosta dal modello, poiché ciò è nella natura delle cose.

La sua musica è dotata di una velocità interiore che potremmo collegare all’urgenza espressiva della sua natura di artista, indifferente alle categorie della presunta modernità, e legata invece a un’idea di forma in cui il musicista incanala un’invenzione sovrabbondante.

Testoni sa di possedere una mano di strumentatore mirabile.

Ottiene dall’orchestra colori, vortici e velocità. Incanta con le atmosfere del sogno. Affascina con una forza travolgente.

E soprattutto ha un senso del bello e del “lusso” musicale di grande attrattiva, senza mai cedere al decorativismo fine a se stesso.

Però tutta questa qualità musicale è dirottata verso un’espressione tesa e per nulla pacificata.

Egli si mostra artista a volte cupo e drammatico, non insensibile alle finezze strumentali, ma di natura potente e viscerale nell’espressione.

Non c’è parodia o ammiccamento in lui, ma espressività musicale diretta. Scrive per lo più forme variate, in cui l’invenzione sta soprattutto nella trasformazione.

Testoni appartiene a quella serie di autori portati per un pensiero musicale ininterrotto e tendenzialmente generato da un solo tema: sistema elaborativo definito dalla musicologia tedesca “Forstspinnung”.

Il suo pensiero sinfonico-elaborativo è incalzante fino all’ossessione.

Il gesto compositivo  opulento e l’ansia di comunicazione lo portano verso un linguaggio unitario nato dalla fusione di diversi modelli che lavorano in sovrapposizione.”


Franco Pulcini, musicologo


    “Right from his debut at the Venice Biennale in 1981 I noticed Giampaolo Testoni for his authenticity and for the aristocratic elegance of his composing.

He was engaged in seething writing that obviously paid tribute to the avant-garde; but out of that fabric, changing and vibratile, he seemed intent on cutting a classic suit for himself.

An avant-garde which looked backwards.

Throughout his early works - surrounding the important Symphony No. 1 - Testoni aimed at maximum complexity of writing within the limits of legibility.

He initially belonged to the movement of “Neo-romantics”,  he has pursued a unitary character in his works.

There is nothing in his music by way of indistinct shading, and everything in it converges towards an ideal of song in which the musical languages of the 20th century are reconsidered in artistic syncretism: this is not a question of nostalgia, but the certainly that the great current of tonal and post-tonal music is a living language which has not yet exhausted its expressive possibilities.

Testoni embraces this past at the same moment as he seems to idealize it, but the result is distanced from its model, since that is in the nature of things.

His music is endowed with an inner speed which may be connected with the expressive urgency of his artistic nature, indifferent to the categories of supposed modernity and bound instead to an idea of form into which the composer channels his superabundant invention.

Testoni knows that he has admirable skill as an orchestrator.

He elicits colours, vortices and velocities from the orchestra.

He enchants with dream atmospheres. He fascinates with overwhelming power. And above all he has a highly attractive sense of musical beauty and “luxury”, without ever succumbing to decoration as an end in itself.

All this musical quality is however diverted towards expression that is taut and not in the least pacific. He reveals himself to be a dark and dramatic artist, not insensitive to instrumental subtleties, but with a powerful and visceral expressive nature. There is no parody or allusion in him, but direct musical expressivity.   

He writes mostly varied forms in which invention lies above all in transformation.

Testoni belongs to that line of composers given to uninterrupted musical thought which tends to be generated by a single theme: the elaborative system described by German musicology as “Forstspinnung”.

His symphonic-elaborative thinking presses forward with obsessive urgency. His composing even opulent and his anxiety to communicate lead him towards a unitary language born from the fusion of diverse models which work superimposed on each other.”


Franco Pulcini, musicologist